Industria 4.0: opportunità e criticità

Almeno negli ultimi due anni, il fenomeno Industria 4.0 ha conquistato l’attenzione del mondo imprenditoriale, politico e sociale con progetti, investimenti e aspettative. Il Governo italiano ha anche varato il Piano Nazionale Industria 4.0 (il cosiddetto “Piano Calenda”), probabilmente uno dei più importanti di politica industriale del Paese.

Ma cos’è l’industria 4.0?

Per comprendere cosa si intende per “Industria 4.0” occorre fare un piccolo passo indietro.

Fino a non molto tempo fa, si parlava di “Terza rivoluzione industriale”, cioè quella serie di trasformazioni nel mondo dell’economia e della produzione, caratterizzate da una forma spinta all’innovazione tecnologica.

Con “Industria 4.0”, invece, ci si riferisce a un ulteriore sviluppo di questo fenomeno, attraverso una sempre più massiccia automazione industriale, capace sì di aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impiantima anche di migliorare le condizioni di lavoro.

Quali sono le opportunità e le criticità dell’industria 4.0?

Per comprendere meglio la portata di questo fenomeno, è molto interessante la lettura di una recente ricerca, “Industria 4.0 in Italia: Vision, Execution e Progettualità”, pubblicata pochi giorni fa da Digital360 Research, in partnership con IBM.

L’indagine è stata svolta su un campione di 135 medie e grandi imprese, rappresentative del mercato manifatturiero italiano.

Gli analisti sono giunti a classificare le imprese in 5 categorie, a seconda del loro approccio all’Industria 4.0 e della loro maturità.

I profili vanno dalle “Belle addormentate” alle “Attaccanti 4.0”, con posizioni intermedie costituite dai “Teorici”, dai “Praticoni” e dalle “Imprese in cammino”.

Sono “Belle addormentate” (20% del campione) – come il nome fa facilmente intuire – le imprese completamente estranee al fenomeno “Industria 4.0” mentre le “Attaccanti” (21%) sono le industrie che stanno già ora sfruttando le potenzialità offerte da questo trend.

Rientrano tra i “Teorici” (29%), invece, coloro che hanno sviluppato una buona visione dei percorsi che potranno condurre all’Industria 4.0 ma che ancora esitano nel passare all’azione.

Al contrario, i “Praticoni” (25%) sono passati immediatamente all’azione e alla sperimentazione senza aver ancora sviluppato una chiara roadmap progettuale.

Infine, sono “Imprese in cammino” (5%) quelle che hanno appena avviato processi virtuosi ma che, per approccio o maturità, non possono rientrare tra le “Attaccanti”.

2 imprese su 3 tra quelle intervistate condividono l’importanza di un cambiamento culturale e la necessità di portare anche nelle imprese manifatturiere l’approccio tipico delle Internet company. Particolarmente diffusa è anche l’attenzione al tema della centralità dei dati, tanto a livello gestionale quanto nell’ambito delle operations.

Il budget costituisce un problema?

È chiaro come il budget costituisca, anche con riferimento all’Industria 4.0, un aspetto delicato. Ma i risultati della ricerca fanno percepire una sorta di “Pragmatismo 4.0”.

A differenza di quanto si potrebbe pensare, infatti, il budget non è percepito come un ostacolo allo sviluppo delle progettualità. Nelle imprese prevale ilsenso di concretezza e dalla ricerca emerge che nel momento in cui arrivano i risultati le risorse per gli investimenti non rappresentano un problema: l’11% del campione è convinto che il Piano Calenda porterà un incremento degli investimenti, con una “fiducia” che sfiora il 50% considerando anche la quota di imprese (35%) che, pragmaticamente, sono convinte che se arrivano risultati dai progetti in corso, il Piano rappresenterà una leva per attuare e attivare nuovi investimenti.

Cos’è il Piano Calenda?

Il Piano Nazionale Industria 4.0 è l’occasione per tutte le aziende che voglionocogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale e prevedesei azioni principali:

  • Iper e Super Ammortamento, per supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.
  • Nuova Sabatini, per sostenere gli investimenti per l’acquisto o l’acquisizione in leasing di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali, hardware, software e tecnologie digitali.
  • Fondo di garanzia, attraverso una riforma dello strumento per favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica.
  • Credito d’imposta R&S, per stimolare la spesa privata nelle attività di Ricerca e Sviluppo
  • Patent box, un regime opzionale di tassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di marchi, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.
  • Startup e PMI innovative, un pacchetto di misure per favorire l’imprenditoria nel campo dell’innovazione tecnologica.

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